Il magico potere del riordino

Ho scritto questo articolo sul libro “Il magico potere del riordino” nel 2017.
Mi sembra doveroso riportarlo e rendervi partecipi della mia esperienza.

Di cosa parliamo

Il magico potere del riordino è un libro pubblicato nel 2014 da Marie Kondo, una scrittrice giapponese che si occupa di economia domestica.

Lo ammetto, sono un po’ fissata con l’ottimizzazione degli spazi, l’organizzazione, la pianificazione, ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa. Cerco di applicare il metodo di “un tocco” che magari vi spiegherò successivamente… Sono talmente fissata che ne volevo fare una professione, la PO, Personal Organizer.
Ma stiamo parlando di anni fa, troppo avanti nei tempi. In Italia questo ruolo è riconosciuto da relativamente poco tempo e in tutta sincerità non so se qualcuno sia disposto a pagare per questo lavoro…
Credo che venga confuso con colf!

Come mi è sembrato il libro

Senza dilungarmi troppo: con questo mio background (chiamiamolo così al posto di definirlo fissazione) credo che sia abbastanza ovvio cadere nella fascinazione del metodo KonMari.
L’ho capito mille anni dopo: Kondo Marie = KonMari.
Quindi, in ritardo rispetto alle masse, due anni fa ho letto il libro.
La noia!
Ma davvero oh!
Non è assolutamente quello che mi aspettavo.
Non è assolutamente quello che cercavo.
Consolante sapere che c’è una malata che si è fatta i big money con questa cosa, ma ne trovo ingiustificato il successo. Ed è talmente malata che ringrazia la borsa di aver portato il peso delle sue cose per tutto il giorno!

Il libro promette di tenere ordinata casa, una volta per tutte e per sempre.
Non ho letto il secondo libro, ma questo qui non è un libro operativo. Accenna a come piegare i vestiti, ma è soprattutto il come liberarsi delle proprie cose.
Non è che abbiamo bisogno di farcelo dire da una giapponese, lo riassumiamo con una frase: “Butta quello che non ti piace”.
Lei da consigli aggiuntivi tipo fallo quando sei da sola.
Ci sta, perchè mamma, sorella, fidanzato, amica, figlia, vicina, passante, sconosciuto guarderà la roba e ti dirà “Ma no, tienila questa cornucopia con orologio…” E tu ti fai convincere anche se la cornucopia ti ha sempre fatto schifo e l’orologio non funziona!

La mia esperienza

Veniamo alla mia esperienza, certo, ho provato ad applicare il metodo, altrimenti come ne potrei parlare male? Le esperte (non so dove abbiano preso questa informazione, forse nel secondo libro) hanno stilato una lista su come procedere.

Si parte dai vestiti (c’è un ordine preciso: prima il sotto poi il sopra poi i cappotti poi le scarpe e le borse ecc).  Si svuota tutto l’armadio, tutto di ogni stagione, in ogni angolo di casa…mi sono messa vicina anche il cesto della biancheria sporca per farvi capire. Caccia alle scarpe. Per me è stato complicatissimo perché io le scarpe fuori stagione le tengo in garage (we ladri…non c’è più niente…prendetevela con la Kondo!)
Ecco, le scarpe sono state davvero sconvolgenti.
C’erano scarpe che ero convinta di avere buttato via e me le sono ritrovate tra i piedi (ahah che simpatica umorista!) ma credetemi se dico “emanavano energia negativa”, ed io non sono particolarmente sensibile a queste cose.
In quel momento ho deciso che non si entra più in casa con le scarpe, ma il proposito è slittato a casa nuova perché qui entri direttamente in salotto ed è complicato. 

Quindi prendi un oggetto, lo tocchi, e se “ti fa battere il cuore” lo tieni, altrimenti nel sacco (io avevo buttare e regalare). Il principio in realtà è bellissimo, si tiene solo quello che amiamo e che ci fa stare bene. Ma il problema è che non si riflette su quello che resta. Io, per esempio, mi sono trovata senza pigiami, senza niente da mettere in casa*, pochissimo abbigliamento sportivo, senza giubbotti mezza stagione…
Ok, dovrei comprare quello che manca e scegliere quello che mi piace, ma non tutti possono permetterselo, IO non posso permettermelo!
*la bella Marie dice che non dobbiamo avere distinzione da cosa si mette in casa e cosa fuori, ma la bella de zia c’ha il marito che cucina lava e stira, e non si sa se lui applica questa filosofia.

Nel momento in cui ho dato via mezzo armadio, parecchie scarpe, ed essermi sentita più leggera: ho mollato! Non è un tipo di decluttering che si applica a me. Non dubito sul metodo, se ci sono milioni di persone che lo adottano e lo amano, che ci si trovano benissimo, non dico di non provarci. Ma bisogna avere anche un minimo di spirito critico. Non fa per me. 
Se siete curiose e volete comprare il libro il link è sotto. Quello che non va bene per me potrebbe essere la soluzione definitiva a tutto il vostro disordine. Ma se parlate con le borse non me lo raccontate! 😀

Buon riordino!

Il magico potere del riordino
Copertina rigida
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