Vivere tutte le vite – Elisa & Carl Brave

Premetto e sottolineo a gran voce che non ne capisco niente di musica, non mi reputo un critico musicale un po’ radical chic pronta a cavalcare l’onda, so solo che un pezzo, un gruppo o un album mi piace o non mi piace…spesso non sono capace di spiegarne il motivo, forse una questione di pancia e cuore, ma poca testa.

Invece in questo pezzo, da parte mia, c’è molta testa. Per questo vorrei provare a parlarvene prima di copiare il testo (mi sento come quando da adolescente scrivevo di tutto sulla Smemoranda!) e mettere il link del video.

Partiamo proprio dal video…quello a cartone animato se volete lo trovate su YouTube sul canale di Elisa, io metterò quello con loro due che girano per davvero per Roma perchè mi piace di più…è reale e più consono alla profondità della canzone…

Si perchè la canzone dietro le note da motivetto estivo è molto profonda.
Parla di accettazione, dell’inutilità di vivere una vita che sarebbe stata diversa se avessimo preso una direzione diversa nelle nostre sliding doors. La vita che abbiamo adesso è questa, non dobbiamo “perdere neanche una foglia che si muove”. Abbiamo tutti cicatrici, più o meno profonde, ma sono anche graffi e cicatrici a renderci quello che siamo. Non serve aggrapparci a chi non si è, a quello che non si ha, ma aprirsi alle nuove esperienze. Anche se siete cresciuti mangiando amatriciana provate ad assaggiare il sushi, non è velenoso, non avete niente da perdere. Al massimo non vi piace, ma diminuite i limiti nella vostra vita, spesso ce li autoimponiamo senza nessuna ragione. Prendete quello che c’è…così com’è!
PS C.B.C.R. vuol dire Cresci Bene Che Ripasso…l’ho googlato pure io!

Stesi alla luce del giorno
Con gli occhi annegati nel mondo
Senza più malinconia
Che mi porti via
Neanche l’idea
Non c’è niente che cambierei
Ci stavo già pensando da un po’
Da quando non mi importa più
Di quello che non ho
Che non ho

E non voglio
Vivere tutte le vite
Vedere ogni posto nel mondo
Fingere tutte le volte
Esser sempre forte
Uscirne senza graffi sulla pelle
Vedere ogni limite farsi più sottile
Sempre più deboli le mie paure
Non lasciarmi sfuggire neanche una foglia che si muove

E t’ho beccata in quel baretto semivuoto
E ti spizzavo in mezzo ai fianchi di un Barolo
Non mi hai guardato ma mi hai visto e manco poco
Caccio un piccione con un mezzo calcio a vuoto
Poi ti parto in fuorigioco, rubo un bacio e te lo porto
Lei dice è fuori corso, beve a goccia un po’ di Moscow Mule
In radio c’era “Posso posso posso posso”
Ti metterei 200mila like a quella foto
Corso Trieste, piccola peste
c’hai 18 anni, C.B.C.R.
Ti sta una crema il tuo dialetto di Cremona
Si abbina bene bene a quello mio di Roma
Le faccio un fischio, uno squillo e scende
Mi prende in giro, fa “gne gne gne gne”
Andiamo al sushi e tu ti mangi gli edamame
Io che so’ andato pe’ una vita a amatriciane
Spero che se appare il privato sul cellulare
Rispondi tu

E non voglio
Vivere tutte le vite
Vedere ogni posto nel mondo
Fingere tutte le volte
Esser sempre forte
Uscirne senza graffi sulla pelle
Vedere ogni limite farsi più sottile
Sempre più deboli le mie paure
Non lasciarmi sfuggire neanche una foglia..

Lo sai cos’è
È che non c’è niente da perdere
(Lo sai cos’è, lo sai cos’è)
È troppo più grande di te
La devi prendere
(Così com’è, così com’è)

Non voglio
Vivere tutte le vite
Vedere ogni posto nel mondo
Fingere tutte le volte
Esser sempre forte
Uscirne senza graffi sulla pelle
Vedere ogni limite farsi più sottile
Sempre più deboli le mie paure
Non lasciarmi sfuggire neanche una foglia che si muove


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