Tecnica del pomodoro per la gestione del tempo

Quante volte vi siete sentiti sopraffatti dalle cose da fare? Pensate di non avere tempo? di avere troppe distrazioni? interruzioni? La soluzione è questo metodo!

La tecnica del pomodoro è una modalità di gestione e organizzazione del tempo per alcuni versi molto banale, ma applicandola correttamente può darci risultati interessanti.

Si tratta di un approccio nato in ambito informatico (ed io adoro gli informatici perchè spesso trovano soluzioni geniali a problemi ordinari, come lo schermo del PC che si spegne quando il tempo di infusione del thè scade) creato e messa a punto da Francesco Cirillo quando era studente al college.

Il metodo è di una semplicità disarmante: imposta un timer (lui aveva quello da cucina a forma di pomodoro) su 25 minuti e concentrati sul lavoro da svolgere, senza distrarti, senza fare altro, solo sulla mansione da portare a termine. Trascorsi i 25 minuti prenditi 5 minuti di pausa. Ogni 4 cicli, quindi ogni due ore, prenditi una pausa tra i 15 ed i 30 minuti. Fatto! Questo è tutto!

Usando la tecnica del pomodoro vi renderete conto che in alcuni situazioni è uno strumento potente, mentre in altri ambiti lo è un po’ meno.

Innanzitutto l’interruzione di 5 minuti ha i suoi pro e i suoi contro. Fondamentale: non dobbiamo rimandare la pausa perchè corriamo il rischio di dire “Ok ho lavorato per 40 minuti faccio adesso la pausa di mezz’ora” … questo ci porterebbe di nuovo ai comportamenti che ci hanno spinti a cercare metodi di gestione del tempo. Poi c’è il problema di quando l’interruzione interrompe un flusso creativo. Questo è il motivo per cui la tecnica del pomodoro è molto adatta per le mansioni meccaniche e ripetitive in quanto ci permette di distogliere il pensiero per poi ripartire più carichi e rilassati. Per quanto riguarda l’interruzione di un processo creativo l’unico modo è inserire questa tecnica solo per compiti che stimiamo abbiano quella durata (correggere un progetto sicuramente richiede meno tempo che scriverlo) o per mansioni che possiamo spezzettare in sottogruppi.

Generalizzando, quando è utile e quando no?

Innanzitutto ci permette di svolgere con un certo agio compiti che rimandiamo, è quindi una buona tecnica antiprocrastinazione. Quando inizieremo a ragionare in termini di pomodori ci possiamo avviare verso una pianificazione più efficace delle nostre mansioni, stimando quanti pomodori occorreranno per quel determinato compito. Infine svolgere un’attività per un tempo ben preciso ci aiuto a mantenere alta la motivazione e la concentrazione.

Non è efficace, come già dicevo, per compiti che interrompono un flusso creativo o per compiti che non possono unlteriormente essere spezzettati in sottoclassi. Ad esempio va benissimo per pulire casa o per studiare, meno bene per dipingere un quadro o svolgere un’equazione matematica.

Una piccola postilla riguardo alle pause: per quelle di 5 minuti scegliamo attività semplici e che non ci impegnino mentalmente: bere un bicchiere d’acqua, annaffiare una pianta, temperare le matite. Mentre le pause lunghe devono essere lontano dalla postazione di lavoro/studio: quindi prendete il caffè, fate merenda, chiamate la mamma, coccolate il gatto…