Psicologia – L’effetto alone

Partendo dalla notizia recente sul body shaming verso la giornalista Giovanna Botteri volevo parlarvi di un argomento collegato e che sicuramente è influenzato dal body shaming: l’effetto alone (halo effect, per usare le parole di Thorndike che ne ha coniato il termine).

Nelle relazioni superficiali o al primo impatto il nostro cervello ha la tendenza a giudicare la persona dal suo aspetto fisico, non può essere diversamente perchè è tutto quello che possiamo percepire a prima vista. Questa abitudine si è accentuata in questo periodo di social media dove l’immagine arriva prima di ogni altra comunicazione…anzi, spesso è l’unica comunicazione.

L’effetto alone è una distorsione cognitiva molto presente che ci porta ad estendere l’attributo positivo “bello” a molti altri campi della persona: i più belli vengono anche giudicati più buoni, con un lavoro più prestigioso, più ricchi, più felici…perfino più alti!

Ci sono molti studi che confermano la presenza dell’effetto alone in ambiti che non necessariamente riguardano la bellezza: in ambito processuale si ottengono pene o ammende minori, in ambito scolastico si ottengono voti maggiori, le persone belle hanno più probabilità di essere soccorse in caso di incidente, i candidati politici vengono eletti più facilmente se sono belli.

Possiamo intuire subito che l’effetto alone non solo premia i belli, ma penalizza i brutti (o percepiti tali): La bellezza in un colloquio di lavoro è più importante dei titoli di studio e dell’esperienza ai fini dell’assunzione. Mack e Rainey (1990)

Questo potrebbe portarci a ritenere la giornalista meno brava di quanto sia in realtà perchè ci hanno portato a credere che nel suo campo la bellezza sia fondamentale. Per fortuna, come ha sottolineato la diretta interessata, lei non fa spettacolo, ma informazione…noi, invece, adesso che siamo a conoscenza di questo modo di processare le persone compiuto dal nostro cervello possiamo imparare a controllarlo indirizzando la mente verso un setting più mindful concentrandoci sul qui e ora e chiederci: sto facendo riferimento a stereotipi o pregiudizi? (che porterebbero all’effetto Pigmalione…ma questa è un’altra storia!)