Borraccia termica

In un altro articolo ho spiegato le motivazioni che mi spingono a diminuire il mio consumo di prodotti usa e getta, diminuire (per quanto possibile) l’uso della plastica e l’adozione di comportamenti il più possibile green.

Tra queste scelte la prima, effettuata una decina di anni fa, è l’abolizione dell’acqua in bottiglia.
Questo ha comportato l’acquisto di alcune bottiglie di vetro da usare in casa, mi sono munita di alcune bottiglie di plastica della Tapperware da mezzo litro per quando sono fuori casa, e qualche giorno fa ho fatto un passo ulteriore: ho acquistato una borraccia termica di alluminio.

In questa decisione c’è una connotazione nostalgica: quando ero bambina ed ero in gita con la scuola o fuori con gli scout avevo l’abitudine di portare la mia borraccia. Quando finivo l’acqua la riempivo alla prima occasione, un bar (la mitica frase “Me la riempi con l’acqua del rubinetto?”) oppure una fontanella per strada.
Non so perchè, non so come e non so quando, ma i bar non possono più darti l’acqua del rubinetto ma devono venderti per forza la bottiglietta di plastica, e le fontanelle per strada sono state man mano dismesse.

Quindi ho deciso di acquistare questa bottiglia da sostituire o da alternare a quella da mezzo litro. Ho scelto il formato da 750 ml per evitare di aggiungere troppo peso alla borsa, d’estate la userò per acqua fresca e di inverno per portare a lavoro thè e tisane calde.

Una nota dolente: se andate a un concerto non ve la fanno passare. Mi è successo anche ad una manifestazione del tutto insospettabile il 25 Aprile. Ho dovuto lasciare la borraccia in macchina.

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