Scelte personali per l’ambiente

Sono passati due giorni dalla manifestazione mondiale Friday for the Future, per chi non lo sapesse cerco di spiegarlo in due parole, perchè non è vorrei trattare questo nel post.
Friday for the Future è un movimento ambientalista nato nell’agosto 2018 grazie alla decisione della piccola Greta Thumberg di smettere di andare a scuola tutti i venerdì presidiando il Parlamento svedese con un cartello che recita: “Sciopero della scuola per il clima”. La richiesta è che il governo (e successivamente i governi) adottasse misure serie per proteggere il nostro pianeta dai cambiamenti climatici che ci stanno affliggendo.

Il problema del clima è una situazione molto complessa, l’inquinamento proviene da più fronti, oltre alle richieste di intervento che possiamo fare ai nostri governatori, cosa possiamo fare nel nostro piccolo per diminuire la nostra orma ecologica?
Ci ho riflettuto molto, non è facile compilare una lista di tutte le cose che si possono fare, ma io credo di essere nata ambientalista, è un percorso che ho intrapreso da anni nelle piccole scelte e in tutta sincerità non mi sento di dire che il percorso si è concluso, anzi, credo che ci siano sempre margini di miglioramento.
Non voglio passare come una talebana dell’ambientalismo, anche io compio scivoloni, e tanti dei comportamenti che elencherò riguardano molto le scelte private e personali sulle quali non metto becco.
La mia filosofia riguarda la contrapposizione tra i termini consumo vs abuso e uso vs spreco. L’inquinamento proviene da più fonti, e anche le nostre scelte personali riguardano sia scelte energetiche, sia abitudini nell’acquisto o nei consumi.

Si è detto e ripetuto che una delle maggiori fonti di inquinamento riguarda gli allevamenti intensivi. Mi rendo conto che è una situazione molto spinosa, non sto dicendo che dobbiamo/dovete diventare tutti vegetariani o vegani, ma le possibilità di intervento sono tante. Diminuire la carne, decidere di non mangiarla solo per un determinato periodo che può essere più o meno lungo, eliminare solo gli affettati, idem per i latticini. Insomma qualcosa, nel nostro piccolo la possiamo fare.

A questa abitudine possiamo decidere di abbinare il consumo di frutta e verdura di stagione.

A questo proposito vorrei collegare la questione di diminuire il più possibile gli imballaggi, e in questo i supermercati non ci aiutano molto, anzi sembrano ostacolarci. Possiamo decidere di comprare dal contadino della zona in cui viviamo (così facendo si diminuisce non solo l’imballaggio e quello che comporta la sua produzione e il suo smaltimento) ma anche l’inquinamento derivante dal trasporto, più viene da lontano e più inquina.
Se proprio non possiamo comprare dal contadino e non riusciamo ad affidarci ad un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) facciamo la spesa con attenzione. Scegliamo i prodotti con meno imballaggi, non utilizziamo un sacchetto per comprare un limone, ma prendiamone di più che tanto hanno una lunga durata, compriamo qualcosa in più e processiamola subito (congelando, mettendo sotto vuoto, essiccando…) e per conservare usiamo il vetro o i wax wrap al posto della pellicola.

Restando nell’ambito della spesa e dei consumi possiamo eliminare l’usa e getta (e ne usiamo tanto, troppo): stoviglie di plastica, panni elettrostatici, salviette umidificate, dischetti levatrucco, tovaglioli e fazzoletti di carta, bastoncini cotonati, … , …
Vorrei aprire una brevissima parentesi a questo proposito, senza creare sterili polemiche che non portano a nulla. Sostituire gli assorbenti e i pannoloni con assorbenti e pannolini lavabili o con la coppetta mestruale; scegliere una macchinetta del caffè che usi cialde e polvere al posto delle capsule (d’accordo che sono reciclabili, ma anche reciclare ha dei costi).
Le alternative ci sono, basta solo cercarle! Esiste anche il dentifricio in polvere che ha una durata maggiore e minori imballaggi che non sono di plastica.

Dal punto di vista energetico possiamo limitare il più possibile l’uso della macchina e motorino scegliendo di andare in bici, a piedi, con i mezzi pubblici, in treno, car sharing (noleggio di un’auto), ride sharing (condivisione di un’auto con o senza scopo di lucro), car pooling (uso condiviso di veicoli senza scopo di lucro).
Scegliere elettrodomestici di ultima generazione e prendendo l’abitudine di fare lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie a pieno carico, magari usando l’asciugatrice solo quando necessario e non d’abitudine. Non lasciare i dispositivi elettrici in stand by (la lucina della televisione consuma, il caricabatterie del cellulare o del tablet che resta attaccato alla presa e così via), chiudere l’acqua quando non serve (mentre ci spazzoliamo i denti, mentre ci insaponiamo sotto la doccia…anche quando siamo in palestra perchè non stiamo parlando di risparmio economico ma di inquinamento).

Queste a mio parere sono piccole scelte alla portata di tutti, che si possono adottare con un minimo di volontà. Ci sono scelte più “macro” che si possono compiere se si ha la possibilità (come installare i pannelli fotovoltaici, comprare un’auto elettrica o ibrida) ma non sono alla portata di tutti.
Se vogliamo tutti possiamo fare qualcosa, dobbiamo educare ed educarci!